I GATTI CHE VOLANO A BROADWAY DA QUINDICI ANNI
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Parliamo di una delle più straordinarie avventure teatrali del nostro tempo:
il musical "CATS" di Sir Andrew Lloyd Webber.
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The Old Gumbie, Rum Tum Tugger, Grizabella, Old Deuteronomy, Mr. Mistoffelees,
Macavity, Gus, Skimbleshanks. Niente paura. Sono solo nomi di gatti. Gatti
seduttori, gatti nottambuli, gatti poeti, gatti ballerini... ma, soprattutto,
gatti protagonisti di un famosissimo musical Cats (Gatti, per l’appunto).
Tanto, tantissimo si è parlato a proposito di questo musical. Qualsiasi
persona appassionata di teatro ne ha sentito parlare. Cats debuttò a Londra
il 5 gennaio 1981 e a Broadway il 10 luglio 1982 ed ancora oggi
è lo
spettacolo più rappresentato nel mondo,
visto da oltre 50 milioni di persone.
Scritto da Sir Andrew Loyd Webber, l’autore di altri spettacoli leggendari
come Jesus Christ Superstar, Evita, Starlight Express, The Phantom of Opera,
Cats racconta di una festa a lungo attesa: il ballo annuale dei gatti del
clan di Jellicle.
Ma il raduno al chiaro di luna, che si tiene ormai da tempo
immemorabile in una discarica sulle sponde del "Ta-migi", è molto più di una
semplice festa.
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Tra scatole di conserva vuote e vecchi mobili, tra carcasse
di auto e elettrodomestici sfasciati, il capo del clan, il vecchio
Deuteronomio (già vecchio ai tempi della Regina Vittoria e così vecchio da
aver sepolto 99 mogli) deve scegliere l’eletto che salirà in cielo
"più in alto, più in alto verso gli spazi sferici" ("up, up to the heaviside layer")
per vivere una seconda esistenza celeste.
Anche questo musical, come tutti gli altri scritti da Webber,
è un vero kolossal. E lo è tanto nelle musiche,
suonate da ben 37 elementi, quanto dall’allestimento scenografico, fisso in
entrambi i teatri: il "Wintergarden Theatre" di Broadway - New York e il
"New London Theatre" di Londra.
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A titolo di esempio di ciò che di mirabolante
e fantasmagorico si può ammirare assistendo a questo spettacolo,basti dire
che migliaia di fibre ottiche e luminarie sono appese alla volta del
soffitto del teatro newyorkese per dare al pubblico l’impressione di essere
seduto all’aperto, sotto una immensa volta celeste. I costumi, poi, sono
realizzati con i materiali più diversi, su misura per ognuno degli interpreti
. Se le code sono di stoffa, piume e lana, le parrucche sono state fatte a
mano utilizzando pelo di yak.
La forza irresistibile di Cats sta però anche nel suo formidabile cast.
Selezionati da 12 paesi diversi, i protagonisti sono ottimi ballerini,
ottimi attori e fantastici cantanti. Fior di professionisti che, per assumere
le loro sembianze feline, si sottopongono ogni sera a ore di trucco. Ma
professionalità, effetti speciali e nuove tecnologie non bastano a spiegare
questo enorme successo. Forse il segreto va ricercato nel fatto che tutti i
personaggi, e soprattutto l’idea che è alla base del musical, nasce dalla
passione per i gatti di uno dei più grandi poeti del nostro tempo, Thomas
Stearns Eliot.
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Nel 1939 infatti usciva un suo piccolo lavoro, un libretto in
versi dal titolo decisamente musicale, "Old Possum’s Book of
Pratical Cats" ("Il libro dei gatti tuttofare" nell’edizione italiana di Bompiani)
in cui
raccontava la sua personalissima visione del "mistero felino". E proprio in
questo volumetto assai intenso e coinvolgente, che non può mancare nella
biblioteca di un vero gattofilo, Webber ha trovato la visione poetica del
gatto da cui sono nati i protagonisti che cantano e ballano nel suo musical.
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Come moltissimi altri inglesi, Webber conobbe queste deliziose poesie molto
giovane e il libro di Eliot è così rimasto inscindibilmente legato
all’immaginario della sua infanzia felice.
Ma solo quando, nel 1967, decise di provare a mettere in musica alcuni di
quei versi si accorse che certe poesie possedevano già una musicalità intensa.
Dopo tredici anni presentò in pubblico le prime canzoni e questo spinse
Valerie Eliot, la vedova del grande poeta e drammaturgo, a fornirgli altri
scritti inediti del marito sui gatti. In questi nuovi documenti Webber scoprì
che, per Eliot, i gatti devono avere un "destino superiore".
"Più in alto,
più in alto verso gli spazi sferici": sulla traccia di questa immagine
profetica trovò il filo conduttore per scrivere finalmente, grazie anche
alla collaborazione di ottimi musicisti e valenti commediografi, la versione
definitiva del musical.
Oggi, a sedici anni dal debutto, quelle canzoni e quella storia continuano a
commuovere e a farci desiderare di entrare, un giorno, nel bizzarro e
affascinante clan dei Jellicle.
Consiglio a tutti coloro che si recheranno a New York o a Londra di non
perdere l’opportunità di assistervi: vi regalerà emozioni da ricordare per
tutta la vita!
la pulce
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Spettacoli:
Il Musical CATS
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